Ormai è chiaro come il Milan abbia in Luka Modric il suo faro di centrocampo. Eppure va chiesto: e se il croato fosse annullato?
Da quando il rossonero Luka Modrić è approdato alla corte di Massimiliano Allegri, il croato sembra aver ritrovato una seconda giovinezza. È diventato il faro del centrocampo, determinante sia in fase di non possesso sia nella costruzione offensiva del gioco. La sua centralità ha però un rovescio della medaglia: quando un campione diventa così imprescindibile, è più semplice per gli avversari studiarlo e provare ad arginarlo. Ed è ciò che potrebbe tentare la Lazio di Maurizio Sarri, attesa sabato a San Siro contro il Milan. Analizzando il sistema rossonero, si nota come dal 3-5-2 iniziale la squadra scivoli spesso in un 5-3-2 compatto, con esterni che si abbassano e mezzali pronte al raddoppio.
Milan, senza Luka Modric vai in tilt: dal 5-3-2 in non possesso alle geometrie in Serie A
Questo assetto permette al Milan, una volta recuperato il pallone, di innescare Modrić e le sue geometrie, soprattutto quando il croato può muoversi fronte alla porta e spaziare verso la trequarti avversaria. Questo perchè gli esterni del centrocampo a 5 si abbassano e le mezzali (Fofana e Rabiot) vanno in copertura e in raddoppio sulle zone esterne. In fase di possesso, il Milan tende a trasformarsi in un 4-3-3 o a mantenere un 3-5-2 più offensivo grazie alla spinta degli esterni.
Una delle tecniche più efficaci per limitarlo, come già dimostrato dall’Atalanta nell’1-1, è la marcatura a uomo unita al costringerlo a restare nella propria metà campo. In quel caso fu Pasalic a pressare a uomo Modric. Privarlo della visione di gioco — la sua arma più letale — significa togliere luce alla manovra rossonera. Ed è forse l’unico modo per provare a fermare un campione senza tempo come Luka Modrić.
Milan, senza Luka Modric vai in tilt: l’analisi del gioco rossonero in Serie A
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