Pavlovic non è più lo stesso con Allegri. Tuttavia, il senso è positivo e ora il tecnico toscano può spingere sull’acceleratore
Il Milan di Massimiliano Allegri sta spingendo forte, e dopo la vittoria con la Fiorentina, si ritroverà al primo posto in solitaria all’inizio dell’ottava giornata di Serie A. La mano dell’ex tecnico della Juventus è evidente: la squadra mostra una nuova solidità difensiva, un centrocampo più equilibrato e qualitativo e un attacco finalmente connesso agli altri reparti. Dopo un’estate di incertezze, le prime risposte positive stanno convincendo anche i più scettici. La squadra sembra aver ritrovato compattezza, mentalità e un’identità tattica chiara, elementi che erano mancati nella passata stagione. Tra tanti elementi, tra i più convincenti c’è Strahinja Pavlovic.
Pavlovic non è più lo stesso con Allegri: il serbo può essere regista lì dietro
Proprio la scorsa annata aveva lasciato strascichi pesanti, con prestazioni altalenanti e individualità in calo. Tra i giocatori più criticati figurava Pavlovic, il difensore serbo ex Salisburgo, chiamato a un riscatto tanto tecnico quanto mentale. Allegri, però, ha saputo lavorare su di lui, restituendogli fiducia e un ruolo chiave nella costruzione dal basso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più sicurezza nei movimenti, meno errori banali e una maggiore consapevolezza nei momenti di pressione. Pavlovic non è più il punto debole, ma un perno del nuovo equilibrio rossonero.
Le statistiche lo confermano: Pavlovic ha alzato il successo nei passaggi riusciti dal 75% della scorsa stagione all’attuale 81%, un salto significativo considerando i minuti accumulati. Ancora più impressionante è il dato sui passaggi offensivi, passati dal 72% all’85% di riuscita. Oggi, il difensore serbo si comporta come un vero e proprio regista arretrato, con il 60% dei suoi passaggi diretti a costruire l’azione. Il miglioramento c’è, ma deve continuare. È il simbolo della trasformazione allegriana: da elemento incerto a valore aggiunto, in un Milan che sembra aver ritrovato concretezza e ambizione.
Pavlovic non è più lo stesso con Allegri (e menomale)
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