San Siro, voto decisivo: il futuro dello stadio è appeso a un filo. Lunedì 29 settembre alle 16.30 andrà in scena a Palazzo Marino la seduta definitiva sulla delibera che potrebbe cambiare il futuro dello stadio di San Siro. In ballo c’è la vendita a Inter e Milan dell’intera area, pari a circa 280mila metri quadri, per una cifra di 197 milioni di euro (meno circa 22 di compartecipazione). Dopo la seduta “saltata” del 25 settembre per mancanza del numero legale, il voto sarà ora a oltranza. I numeri sono in bilico: 24 contrari e 24 favorevoli. A spostare l’equilibrio sarà Marco Fumagalli, capogruppo della lista Sala, il cui voto contrario è dato per certo. La giunta ha preparato alcuni emendamenti — tra cui misure antimafia, tutele sanitarie e bonifiche nel Parco dei Capitani — per cercare di recuperare voti nella maggioranza, ma il fronte del no, per ora, sembra compatto. La seduta potrebbe durare fino a tarda notte.
White list, bonifiche e lo spettro delle infiltrazioni
Il tema delle infiltrazioni mafiose ha alzato il livello dello scontro. Dopo l’allarme lanciato da Nando Dalla Chiesa sull’opacità dei club in merito alla trasparenza dei titolari effettivi, è stato preparato un emendamento per l’uso di una white list di imprese certificate antimafia. Altro tema caldo è quello delle bonifiche nel Parco dei Capitani, dove si sospetta la presenza delle fondamenta dell’ex Palazzo dello Sport. Intanto il fronte del “no” cresce anche nella maggioranza. Consiglieri come Angelo Turco (PD), che in passato avevano votato favorevolmente agli indirizzi sullo stadio, oggi si oppongono per lo “scudo penale” previsto per i club in caso di recesso, oltre che per la scarsa chiarezza su costi e obblighi ambientali. Il centrodestra, pur teoricamente favorevole a un nuovo impianto, ha bocciato i contenuti della delibera. L’esito appare tutt’altro che scontato: il progetto rischia di crollare proprio sul filo.
San Siro compie 99 anni, ma l’aria è di addio
Domenica, mentre a Palazzo Marino si preparava il voto decisivo, centinaia di cittadini si sono radunati al Parco dei Capitani per festeggiare i 99 anni dello stadio di San Siro. Inaugurato nel 1926, il tempio del calcio milanese è ora al centro di una delle più controverse operazioni urbanistiche della storia recente della città. I manifestanti hanno criticato duramente l’operazione, giudicandola una svendita a condizioni favorevoli solo ai club. Tra i punti più contestati: l’area commerciale, la data di riferimento per i vincoli storici e l’abbattimento del verde. Intanto, i presidenti Scaroni (Milan) e Marotta (Inter) si sono detti fiduciosi: “È un’occasione unica per Milano”, hanno ribadito. Ma l’effetto ottenuto è stato l’opposto: negli ultimi mesi la delibera ha perso sempre più consenso, anche fra i sostenitori del progetto. Se la seduta odierna si chiudesse con una bocciatura, lo stadio nuovo potrebbe restare un sogno incompiuto. San Siro, voto decisivo: il futuro dello stadio è appeso a un filo.
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