SASSUOLO-MILAN BERARDI – Certe storie si ripetono così spesso da diventare quasi una legge non scritta. E allora non sorprende più, ma colpisce sempre. Perché quando Domenico Berardi vede rossonero, qualcosa succede.
Contro il Milan l’attaccante del Sassuolo ha firmato il suo dodicesimo gol in carriera contro i rossoneri. Un numero che pesa, che racconta una storia lunga più di dieci anni e che trasforma una semplice statistica in una vera e propria maledizione sportiva per il Milan. Il 2-0 finale porta anche la sua firma, l’ennesima. E nel post partita, con la naturalezza di chi ormai è abituato a questo copione, Berardi lo dice senza troppi giri di parole: “Il Milan è una squadra che mi porta fortuna, anche oggi sono riuscito a fare gol. Oggi abbiamo fatto una grande partita, oltre al gol sono contento di come abbiamo giocato. Incontravamo una squadra forte, stiamo dando il meglio di noi stessi e vogliamo chiudere il campionato nel migliore dei modi”.
Parole semplici, ma che si inseriscono in una narrativa che ha radici profonde. Perché tutto, in fondo, parte da quel pomeriggio del gennaio 2014. Un 4-3 rimasto nella storia, in cui un giovanissimo Berardi segnò quattro gol in una sola partita, travolgendo il Milan e aprendo una ferita mai del tutto rimarginata. Una prestazione che contribuì anche a cambiare il corso della stagione rossonera, con l’esonero di Massimiliano Allegri pochi giorni dopo. Una coincidenza? Forse. Ma da lì, il filo non si è mai spezzato.
Da allora, ogni incrocio sembra seguire lo stesso spartito. In 20 partite contro il Milan prima di oggi, Berardi aveva già collezionato 11 gol e 7 assist. Numeri che lo portavano a partecipare direttamente a 18 reti. Con quella di oggi, il bilancio si aggiorna ancora, rendendo il suo rapporto con i rossoneri qualcosa che va oltre la normalità. Dentro questo successo c’è anche la mano di Fabio Grosso, capace di dare equilibrio e identità al Sassuolo. “Mister Grosso ci tiene tutti sul pezzo”, ha spiegato Berardi. “Ha fatto giocare quasi tutti e chi è subentrato ha sempre dato il 100%”. È proprio lì che nasce il Sassuolo di oggi: ordine, compattezza, ma anche qualità quando si accende la luce. E in quella luce, inevitabilmente, c’è sempre lui.
Berardi non è solo un simbolo per i neroverdi. È qualcosa di più specifico, quasi personale. Un talismano per il Sassuolo, un incubo ricorrente per il Milan. Forse non è una coincidenza, ma semplice destino. O più concretamente, un numero 10 che contro i rossoneri trova sempre il modo di lasciare il segno. Ancora una volta. Ancora Berardi.

