ADRIEN RABIOT – Il “Duca” ha trascinato i suoi nella scoppiettante sfida all’Atalanta che, fino alla fine, ha tenuto con il fiato sospeso i rossoneri. Sì perché dopo un primo tempo di alto livello, nella seconda frazione di gioco gli uomini di Amorim hanno mostrato più di un calo di attenzione e d’incisività. Nonostante tutto, il match si è chiuso sul 3-2 consentendo al Milan di conquistare 3 punti molto importanti contro un avversario che, soprattutto nelle ultime stagioni, ha causato più di un grattacapo ai rossoneri.
E, tra i mattatori del match, è spiccato proprio lui: Rabiot. Il francese è salito in cattedra sin da subito, con la sua proverbiale eleganza e con il suo carattere deciso. Il suo gol è arrivato in un momento importante, quasi sul finire del primo tempo e dopo un episodio di gioco che gli è costato un cartellino giallo. Nonostante tutto, però, Rabiot ha saputo riordinare le sue emozioni e trasformarle in una rete pesantissima e stilisticamente degna di nota. Con il centro fatto registrare contro la Dea, il numero 12 è salito a quota 4 reti stagionali. Non solo: andando ad analizzare i dati complessivi, fino ad ora ha confezionato anche 4 assist. Numeri di livello che certificano ancor di più le sue doti.
Adrien Rabiot, la vera arma di Ruben Amorim
Sotto la guida di Ruben Amorim, Rabiot sembra essere maturato ulteriormente sotto il profilo del gioco e della duttilità. E i numeri citati ne sono la prova. Nel momento in cui Rabiot prende palla, dà costantemente la sensazione di sapere esattamente cosa fare ed è in grado di infondere tranquillità alla squadra. Un leader che non ha necessariamente bisogno di alzare la voce per farsi sentire. Sì, perché il “Duca” riesce a trascinare i suoi senza bisogno di troppe parole, quantomeno a gara in corso.
Quelle, semmai, le utilizza maggiormente a gara conclusa analizzando con freddezza e lucidità la prestazione. Non nasconde eventuali critiche a sé stesso, né tantomeno alla squadra. Come un vero leader, anche dopo la partita giocata contro l’Atalanta ha espresso le sue emozioni e il suo pensiero. Come un vero leader, Rabiot non ha tessuto soltanto lodi… Anzi. Ha messo l’accento anche sugli atteggiamenti da migliorare per rendere più efficace possibile il lavoro di tutti. Non è la prima volta che lo fa, mettendo soprattutto in luce le fragilità legate alla mentalità della squadra.
Rabiot, un leader anche a parole
Infatti, il Milan ha mostrato dei cali di attenzione e di precisione ancora vistosi specialmente nell’ultima mezz’ora di gioco. E, cambi così repentini nella mentalità, rischiano di causare danni anche se si è in largo vantaggio. Rabiot, dunque, ha giustamente posto in luce questo aspetto, lanciando un monito ai compagni. In effetti, è parso evidente a tutti che Amorim e i suoi debbano proseguire a lavorare per migliorare nella gestione della concentrazione nell’arco di tutto il match, cercando di ridurre al massimo i momenti di calo che possono rischiare di compromettere una prestazione che, fino ad un certo momento, è da semaforo verde.
Le parole di Adrien Rabiot condite dalla sua prestazione, certificano il suo status di leader. Un leader che sta maturando insieme alla squadra e che sta mettendo a disposizione ogni sua qualità per cercare di crescere, tutti insieme. Perché un leader trascina e amalgama un gruppo senza mettersi al centro dell’attenzione; è capace di usare parole dolci o piccate a seconda del momento e non si definisce tale da solo ma viene così riconosciuto, anche silenziosamente, dagli altri. Dunque, il Milan prosegue il suo cammino. Step by step. Una tappa alla volta. Prestazione dopo prestazione, sempre più unito e sempre più squadra. Con i suoi leader che, in campo e fuori, mettono a disposizione la propria esperienza e il proprio carattere per remare tutti nella stessa direzione.

