Rabiot- Il francese si è confermato l’anima assoluta del Milan nella delicata sfida di San Siro contro l’Atalanta, vissuta con un’intensità agonistica fuori dal comune. Durante il match, il centampista si è trasformato in una vera e propria furia sul terreno di gioco, scagliandosi prima contro la direzione di gara dell’arbitro Chiffi, colpevole a suo giudizio di non sanzionare l’aggressività avversaria. L’ammonizione rimediata per proteste non ne ha placato la foga, rendendo necessario l’intervento coordinato dei compagni per calmarlo.
La risposta del francese è arrivata puntuale pochi minuti dopo sul campo. Avanzato sulla trequarti per l’occasione, Rabiot ha firmato la rete del raddoppio rossonero, confermandosi vice cannoniere della squadra con quattro gol e quattro assist stagionali, subito dietro la stella Cisse a quota cinque centri. Un’esultanza rabbiosa sotto la curva, accompagnata da qualche sguardo eloquente rivolto all’arbitro, a dimostrazione di una carica agonistica fondamentale per accendere la sua prestazione nei momenti caldi del match.
Le parole del francese e la difesa di Amorim
A fine gara, ai microfoni di Sky, Rabiot non ha nascosto la sua insoddisfazione per la gestione del finale di partita, lanciando un messaggio chiarissimo a tutto l’ambiente rossonero sulla mentalità e sulla tenuta psicologica del gruppo.
Avevo bisogno di un po’ di rabbia, di questa “roba” per accendermi. L’arbitro in tre-quattro falli clamorosi su di noi non ha tirato fuori il giallo: ci arrabbiamo perché proviamo a giocare e ci sono decisioni sbagliate. Poi devo essere freddo nel non arrabbiarmi e fare polemica. Ma siamo umani.
Abbiamo fatto benissimo all’inizio, stranamente nell’ultima mezzora abbiamo perso il filo della partita ed è un problema. Con un secondo tempo del genere il primo, che ripeto è stato fatto molto bene, non vale niente, fortunatamente abbiamo vinto ma non so se lo meritiamo così tanto. Per questo sono un po’ arrabbiato, abbiamo vinto ed avevamo bisogno dei tre punti, ma non possiamo crollare così. Non va bene, dobbiamo trovare l’equilibrio: non è una questione fisica ma di testa, abbiamo abbassato l’attenzione. Dobbiamo migliorare sulla mentalità. Anche chi entra deve dare di più.
A stemperare gli animi ci ha pensato lo stesso Amorim nel post-partita, promuovendo a pieni voti lo spirito da leader del suo numero otto e archiviando la questione con il sorriso.

