Amorim- Tre punti fondamentali per la classifica e il morale, al culmine di un match dalle mille emozioni. Il Milan supera l’Atalanta al termine di una sfida dai due volti a San Siro, ma nel post-partita Rúben Amorim sceglie la via del pragmatismo e dell’analisi lucida. Il tecnico portoghese ha promosso a pieni voti l’inizio di gara della sua squadra, non nascondendo tuttavia un pizzico di rammarico per il calo di tensione subito nel finale, quando la formazione bergamasca si è spinta fino al possibile tre a tre.
L’affermazione casalinga riscatta definitivamente il deludente pareggio di Reggio Emilia contro il Sassuolo e, sommata al poker europeo contro il Salisburgo, regala al Diavolo due vittorie consecutive per guardare con ottimismo ai prossimi impegni. Resta intatto, inoltre, il rullino di marcia in campionato per Amorim, rimasto imbattuto nelle sue prime sette giornate di Serie A come era riuscito soltanto a Stefano Pioli nelle stagioni 2020-21 e 2021-22.
Le dichiarazioni di Rúben Amorim a fine gara
Sono contento del successo che è la cosa più importante, ma dobbiamo anche analizzare la prestazione nel suo complesso. Per 65 minuti ho visto il Milan più bello da quando sono qua: abbiamo creato occasioni, controllato le loro transizioni, pressato nel modo giusto e siamo andati vicini al quarto gol. Dopo che l’Atalanta ha segnato il 3-1, non riuscivamo più a tenere il pallone e gli ultimi 25 minuti sono stati complicati. Non so se eravamo distratti… Forse è più corretto dire che eravamo stanchi, che il nostro rendimento è calato e l’inerzia dell’incontro è cambiata. Il loro primo gol ci ha fatto perdere fiducia e da lì in poi abbiamo pensato più a non subire il 3-2 che a cercare il 4-1. Non tenevamo più il pallone e, se non abbiamo il possesso, noi soffriamo. I tifosi hanno percepito il nostro nervosismo e anche sugli spalti c’era meno fiducia.
Contro il Sassuolo avevo sottolineato che dovevamo migliorare e lo dico anche ora che abbiamo vinto. Cosa c’è da correggere? Stavolta non siamo stati continui e abbiamo preso decisioni sbagliate soprattutto in costruzione. La rete del 3-1, inoltre, è uguale alla seconda che abbiamo subito contro il Benfica: dobbiamo imparare a seguire il movimento del centrocampista avversario che si inserisce. Giusto dare i meriti all’Atalanta per la reazione che ha avuto, ma pensiamo a migliorare la gestione della palla e la difesa della nostra area. Voglio un Milan che, anche quando subisce un gol, continui a giocare nello stesso modo, che non cambi il proprio atteggiamento. Noi ancora non ci riusciamo e ci vorrà tempo per farlo. Una grande squadra è capace di gestire sia i momenti positivi sia quelli negativi. Un calo fisico? La stanchezza, come ho detto, c’era, ma fino al loro 3-1 non l’avevamo sentita. Ecco perché sono convinto che il calo sia dipeso principalmente dalla testa: l’Atalanta ha iniziato a crederci e ha segnato due volte, ma abbiamo comunque portato a casa il risultato.
L’analisi del tecnico si è poi spostata sui singoli elementi della rosa, a partire dai fischi indirizzati a Pervis Estupiñán da parte di una sezione del pubblico di San Siro. Amorim ha preso fermamente le difese del terzino ecuadoriano, rivelando come in estate la società avesse ricevuto diverse offerte per il suo cartellino, rispedite al mittente per espressa volontà della guida tecnica.
Spazio infine alle parole di elogio riservate ad Adrien Rabiot. Il centrocampista francese ha espresso parole forti al termine del match in merito alla mentalità della squadra, trovando il pieno appoggio del proprio allenatore. Amorim ha ribadito come la forte personalità dell’ex Juventus rappresenti un valore aggiunto imprescindibile all’interno dello spogliatoio rossonero per guidare la crescita dei compagni.
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