Autore: Elena Cecchetto

Nel calcio moderno, tra schemi, dati e dettagli tattici, c’è un ingrediente che ancora sfugge alle statistiche: lo spirito di gruppo. Nella sfida contro il Genoa quel valore intangibile è tornato a farsi notare, non tanto per una giocata tecnica ma per ciò che è successo subito dopo. Youssouf Fofana, al centro di molte discussioni per le sue prestazioni e un gol clamorosamente sbagliato da pochi passi, non è stato lasciato solo nel suo momento più difficile. Appena fallita l’occasione, Christian Pulisic e Rafael Leão lo hanno raggiunto, lo hanno abbracciato e rincuorato. Un gesto piccolo ma emblema del vissuto collettivo di questo…

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In occasione del minuto di silenzio disposto per la tragedia di Crans-Montana, anche la Curva Sud si è voluta stringere attorno alle vittime e ai loro cari tramite uno striscione. Il minuto di raccoglimento è stato osservato durante le gare di tutte le competizioni della settimana – compresi anticipi e posticipi – per onorare la memoria dei giovani sportivi scomparsi nella strage. Cos’è successo a Crans-Montana Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, a Crans-Montana (Svizzera), un incendio è dirampato nel locale “Le Constellation” durante i festeggiamenti di Capodanno, quando decine di giovani stavano ballando per inaugurare…

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Pensare al Milan del 2026 significa immaginare un club che smette di vivere le stagioni di vertice come un’eccezione. Lottare per lo scudetto deve tornare a essere la normalità, non il frutto di un incastro favorevole. Il quarto posto non può più rappresentare un obiettivo sufficiente: può essere una base, non un traguardo. Per una società con questa storia, fermarsi lì equivale ad accontentarsi. Scelte, identità e Champions Serve anche un segnale chiaro sul piano delle scelte. Rinnovare i giocatori davvero centrali, a partire da Mike Maignan, non è solo una questione contrattuale ma culturale: significa riconoscere chi regge il peso della squadra e dimostrare che la società…

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Non è un Milan spettacolare, non è un Milan dominante nel possesso o nel volume di gioco. È, però, un Milan spietato. Ed è proprio qui che si riconosce la mano dell’allenatore: gestione, lettura dei momenti e capacità di restare dentro la partita anche quando quest’ultima sembra andare da un’altra parte. Massimiliano Allegri non ha mai creduto nel calcio dei colpi ripetuti, ma in quello dei colpi giusti. Oggi i numeri “del corto muso” gli danno ragione. Carpe diem sotto porta In 12 partite su 17 di Serie A, il Milan ha segnato al primo tiro nello specchio. In altre quattro occasioni il gol è arrivato entro il terzo tentativo. L’unica gara chiusa…

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C’è una sottile linea che separa l’ambizione dalla realtà e in questa stagione il Milan ci cammina sopra da settimane. Il grafico mostrato a Sky Calcio Club aiuta a capire perché: non dice solo quanti punti fai, ma soprattutto dove rischi di perderli. Il Milan, oggi, può legittimamente lottare per lo scudetto. Non era l’obiettivo dichiarato a inizio stagione — il traguardo era il ritorno in Champions League — ma il campo, settimana dopo settimana, ha allargato l’orizzonte. Il problema è che lo ha fatto per tutte le big.Quando le prime cinque squadre sono raccolte in appena quattro punti, la classifica diventa una lastra di ghiaccio dove…

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Niclas Fullkrug non è il problema del Milan. E probabilmente non sarà nemmeno la soluzione.Il punto vero è che, ancora una volta, non è il centravanti che l’allenatore avrebbe scelto: è quello che il mercato ha permesso. Il retroscena raccontato da Matteo Moretto è chiaro: Massimiliano Allegri voleva Moise Kean, ritenuto funzionale, complementare a Rafael Leão, adatto a un’idea precisa di calcio.Ma non era fattibile. E allora si è virato altrove.Non è la prima volta. In estate era successo con Dušan Vlahović, ora succede con Fullkrug.Un nome che in tedesco significa “bicchiere pieno” e che, non a caso, diventa una metafora: il Milan non cerca un fenomeno, cerca qualcuno che riempia un vuoto. È una dinamica che si…

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