Come gioca Iraola: l’idea tattica per il Milan e la formazione 2026/27.
Mentre le macerie del crollo contro il Cagliari fumano ancora a San Siro e Massimiliano Allegri prepara le valigie per l’addio, a Casa Milan circola un nome che è una vera e propria secchiata di adrenalina: Andoni Iraola.
Basco, cresciuto nella fucina di un calcio di ferro come l’Athletic Bilbao, Iraola è l’uomo dei miracoli. Prima ha stupito la Spagna portando il Rayo Vallecano a lottare con le grandi con un budget ridicolo, poi è sbarcato in Premier League al Bournemouth nell’estate del 2023. Dopo un inizio da incubo senza vittorie, la sua insistenza totale su un’idea di calcio folle, coraggiosa e ultra-moderna ha pagato: nella stagione appena conclusa (2025/26) ha portato le Cherries a una storica qualificazione europea, venendo inserito tra i candidati al premio di miglior manager d’Inghilterra.
Se Gerry Cardinale vuole davvero smetterla con il “business asettico” e dare una scossa tellurica all’ambiente per rimediare al disastro Champions, il tecnico basco è il profilo ideale. Ma scordatevi la gestione compassata e prudente di Allegri: con Iraola a San Siro si passa dalle marce basse alla Formula 1.
🔬 LA LAVAGNA TATTICA: Come gioca Andoni Iraola
Dimenticate lo stereotipo dell’allenatore spagnolo innamorato del possesso palla sterile e del rallentamento del ritmo. Iraola è un pragmatico della verticalità, influenzato dal maestro Marcelo Bielsa. Il suo calcio si basa su tre regole fondamentali:
1. Il modulo liquido: 4-2-3-1 sulla carta, 3-2-5 in campo
Iraola parte da una difesa a quattro, ma non appena la squadra entra in possesso, la struttura si trasforma radicalmente.
- Un terzino si accentra per formare una linea a 3 con i centrali.
- I due mediani (il doppio pivot) si piazzano a protezione.
- L’altro terzino e le ali si alzano sulla linea del centravanti, creando un fronte d’attacco a 5 giocatori che riempie l’area avversaria e toglie linee di passaggio alla difesa.
2. Transizione verticale distruttiva
Niente scambi infiniti tra i difensori. Appena si recupera palla, l’unico dogma è andare in porta nel minor numero di tocchi possibile. Se l’avversario pressa alto, Iraola non ha paura di lanciare lungo in modo chirurgico: il portiere o i difensori cercano immediatamente le ali o la punta sulla linea di metà campo, pescando lo spazio vuoto tra il terzino e il centrale avversario.
3. Pressing alto “Aggressivo e Diretto”
Il suo sistema di non-possesso richiede una preparazione atletica disumana.
- Il trequartista (il numero 10) si alza sulla linea della punta per formare una prima linea a due che pressa i centrali avversari e taglia i passaggi verso il centro, costringendoli a scaricare sui terzini.
- Non appena la palla va sull’esterno, scatta la trappola: ala, terzino e mediano di zona aggrediscono in blocco usando la linea laterale come un difensore aggiunto.
- La difesa non resta mai dietro: sale fino alla linea di metà campo per accorciare la squadra, tenendo la distanza tra la punta e l’ultimo difensore entro i 30 metri. Se si perde palla nell’ultimo terzo di campo, scatta la regola dei 5 secondi: caccia feroce e immediata sul portatore per forzarlo all’errore.
🔄 L’IMPATTO SULLA ROSA ATTUALE: Chi sale e chi scende nel Milan
Passare dal 3-5-2 speculativo di Allegri al calcio totale e iper-atletico di Iraola farebbe vittime illustri, esaltando invece altri elementi della rosa attuale.
📈 Chi volerebbe con Iraola:
- Bartesaghi o Pervis Estupiñán: Terzini con licenza di spingere e arare la fascia. Estupiñán diventerebbe l’esterno aggiunto nel 3-2-5 d’attacco, perfetto per il dinamismo richiesto dal basco.
- Christian Pulisic: Sulla trequarti o largo a destra, l’americano ha l’intelligenza tattica, i tempi di inserimento e l’intensità per fare esattamente il lavoro che Justin Kluivert fa al Bournemouth.
- Fikayo Tomori & Strahinja Pavlović: Per tenere la difesa a metà campo servono centrali veloci, aggressivi e dominanti nell’uno contro uno fisico. Tomori e Pavlović sarebbero perfetti per accettare il duello a campo aperto.
- Youssouf Fofana & Samuele Ricci: Nel “doppio pivot” di centrocampo serve chi sa fare legna ma sa anche verticalizzare subito. Fofana ha i muscoli alla Tyler Adams, Ricci la visione di Lewis Cook.
📉 Chi farebbe fatica:
- Rafael Leão: Qui sta il grande bivio. Iraola esige che le ali partecipino al pressing feroce e applichino la regola dei 5 secondi in fase di non possesso. Se Leão non cambia radicalmente atteggiamento mentale, diventando un soldato della pressione, nel calcio di Iraola rischia di essere un corpo estraneo.
- Luka Modrić: Con tutto il rispetto per la leggenda croata e la sua mascherina eroica, il calcio di Iraola richiede ritmi forsennati e dispendio energetico sovrumano. Luka potrebbe fare solo da chioccia a partita in corso, non potendo garantire 90 minuti di pressione alta.
- I “senatori della trincea”: Difensori d’area pura come Matteo Gabbia farebbero più fatica in un sistema che lascia 40 metri di campo alle spalle per scattare all’indietro.
🛠️ Il Ruolo nel Doppio Pivot: Il “Lewis Cook” con i muscoli
Iraola a Bournemouth ha costruito le sue fortune sulla coppia Cook-Adams. Rabiot unisce le qualità di entrambi: ha la visione di gioco e la pulizia nei passaggi del primo, abbinata alla straripante fisicità del secondo.
- In Fase di Possesso (Uscita Palla): Quando il Milan deve costruire dal basso, Rabiot avrebbe il compito di abbassarsi quasi sulla linea dei difensori centrali (alla Lewis Cook) per offrire lo scarico sicuro a Maignan, ripulire il pallone e verticalizzare immediatamente. Iraola non vuole tocchi laterali: Rabiot dovrebbe usare la sua falcata per strappare in avanti o pescare subito Pulisic o Nkunku tra le linee.
- La Proiezione Offensiva: Nel 3-2-5 d’attacco, mentre uno dei centrocampisti resta a fare lo schermo, Rabiot avrebbe la libertà di sfruttare i suoi inserimenti inserendosi come “quinto” uomo d’assalto a rimorchio della punta, sfruttando la sua fisicità di testa e il tiro da fuori.
🛡️ In Fase di Non Possesso: Il Re della “Trappola”
È qui che Iraola si innamorerebbe del francese. Il pressing alto “Aggressivo e Diretto” del tecnico basco richiede una forza fisica e una lettura dei tempi devastante.
- Il Coraggio del Man-to-Man: Se l’avversario supera la prima linea di pressione, i centrocampisti di Iraola non scappano all’indietro: accorciano in avanti e vanno a prendere i mediani avversari uomo su uomo, in modo asfissiante. Rabiot ha la flemma, l’esperienza e l’impatto fisico per spiantare chiunque nei duelli individuali a metà campo.
- La Regola dei 5 Secondi: Avendo polmoni infiniti, Rabiot sarebbe l’uomo perfetto per guidare la riaggressione immediata non appena si perde palla nella trequarti avversaria, soffocando sul nascere la ripartenza degli altri.
🏎️ Jashari nel Milan verticale di Iraola: Il “Lewis Cook” naturale
Nel 4-2-3-1 iper-cinetico di Iraola, Jashari giocherebbe nei due davanti alla difesa (il doppio pivot) e si contenderebbe la maglia da titolare direttamente con Samuele Ricci per fare il regista di rottura e rilancio.
- Il compagno di reparto ideale: Farebbe coppia fissa con un centrocampista di pura interdizione e muscoli come Youssouf Fofana (o lo stesso Rabiot). Mentre il compagno aggredisce e fa legna, Jashari si posiziona come schermo geometrico.
- In fase di possesso: Iraola esige che uno dei due mediani si abbassi quasi tra i centrali per pulire il pallone. Jashari ha la personalità per ricevere palla sotto pressione e, soprattutto, ha il lancio lungo immediato. Nel calcio del tecnico basco, non appena Ardon recupera palla, non deve fare il passaggino laterale: deve alzare la testa e pescare subito Leão o Pulisic con verticalizzazioni millimetriche di 40 metri.
- In fase di non possesso: Dovrebbe adattarsi ai ritmi folli del pressing alto. Jashari ha ottimi tempi di lettura e senso della posizione, ma con Iraola dovrebbe accettare il duello uomo-su-uomo a centrocampo, accorciando in avanti con ferocia.
🔮 LA LISTA DELLA SPESA: Di chi ha bisogno il Milan sul mercato?
Per fare questo tipo di gioco, la rosa attuale ha bisogno di innesti mirati in termini di gamba, cattiveria e intensità. Ecco i profili necessari:
- Un Centravanti di movimento e sponde: Santiago Giménez e Füllkrug sono ottimi elementi, ma a Iraola serve una punta capace di fare a sportellate sui rilanci lunghi e liberare lo spazio per gli inserimenti del trequartista (stile Antoine Semenyo o Evanilson). Un profilo come Alexander Sørloth (già nel mirino) sarebbe perfetto per legare il gioco diretto.
- Un Trequartista di rottura/inserimento: Christopher Nkunku ha la classe, ma serve un vero e proprio “motorino” d’assalto capace di pressare i difensori per 90 minuti.
- Un Terzino Destro di spinta totale: Athekame ha dimostrato carattere, ma se Iraola vuole applicare il suo 3-2-5 con ali larghe, serve un esterno di gamba ed esperienza internazionale. Raoul Bellanova (individuato in precedenza) calzerebbe a pennello per trasformarsi nel quarto/quinto d’attacco.
Come gioca Iraola: l’idea tattica per il Milan e la formazione 2026/27.

