Torna a parlare della sua breve ma intensa esperienza da allenatore del Milan Sergio Conceicao, che ha guidato i rossoneri nel finale della scorsa stagione, vincendo la Supercoppa contro l’Inter
Il clima in casa Milan si fa rovente, e non solo per i risultati altalenanti della gestione attuale sotto Massimiliano Allegri. A gettare benzina sul fuoco è l’ex tecnico rossonero, Sergio Conceicao, tornato a parlare ai microfoni di Repubblica del suo addio e dei mesi trascorsi a Milanello in un’intervista che sta già facendo discutere i tifosi e gli addetti ai lavori.
Il tecnico portoghese non ha usato giri di parole per descrivere le difficoltà incontrate durante la sua parentesi in rossonero, puntando il dito direttamente contro i vertici del club. Le parole di Conceicao suonano come un atto d’accusa verso una gestione societaria che, a suo dire, non avrebbe garantito la necessaria serenità per lavorare.
“L’instabilità di campo deriva da problemi dirigenziali”, ha esordito l’ex allenatore, evidenziando come la mancanza di un supporto costante abbia influito sulle prestazioni della squadra. Secondo il portoghese, il ruolo dell’allenatore al Milan oggi è reso complicato da fattori esterni che esulano dalla tattica: “Allenare il Milan non è facile, la società non mi ha supportato come avrebbe dovuto”.
Sergio Conceicao e le verità sull’addio: il retroscena sulla dirigenza
Entrando nel dettaglio dei motivi che hanno portato alla rottura, Conceicao ha rivelato retroscena amari riguardanti il periodo conclusivo della sua esperienza. Il tecnico ha lamentato una fuga di notizie e una mancanza di fiducia che avrebbero minato la sua autorità agli occhi del gruppo, nonostante il legame con i calciatori fosse rimasto solido fino all’ultimo.
“C’era instabilità a livello societario, attorno alla squadra l’ambiente non era buono”, ha spiegato Conceicao ai microfoni di Repubblica. Uno dei punti di rottura più significativi riguarda la gestione dei momenti post-vittoria, citando l’episodio della Supercoppa: “Dopo aver vinto la Supercoppa giocammo col Cagliari. In quel periodo, dopo il pareggio, giravano già le voci che il club stesse seguendo altri allenatori. Io pensavo a lavorare e a vincere, col peso dei risultati”.
L’allenatore ha poi voluto chiarire che il problema non è mai stato lo spogliatoio: “Se i giocatori mi hanno tradito? Mai, anzi, erano con me”. Tuttavia, la sensazione di solitudine operativa è stata determinante per l’epilogo della sua avventura: “Non ho avuto tempo di lavorare a tutti i livelli. Sarei rimasto? Sì, ma con alcuni cambiamenti”. Dichiarazioni che oggi, con il Milan impegnato in una difficile rincorsa alla zona Champions, assumono un peso specifico enorme e aprono una riflessione profonda sulla struttura del club rossonero.
Ex Milan, Conceicao al veleno: “Allenare il Milan non è facile, la società…”
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