Milan- Nella notte europea della Red Bull Arena, i rossoneri hanno ritrovato un protagonista inatteso: Omari Hutchinson. L’esterno inglese ex Nottingham, rimasto fino ad oggi ai margini del progetto dopo la prestazione opaca all’esordio con il Benfica e i pochissimi minuti collezionati in campionato contro Lazio e Sassuolo, ha messo in mostra tutto il suo repertorio diventando una delle chiavi tattiche del match.
Sulla corsia di destra è stato una costante spina nel fianco per la retroguardia austriaca, incapace di arginarne la velocità e il dribbling. Soltanto un intervento prodigioso del portiere Zawieschitzky gli ha negato la gioia del primo gol in rossonero, ma il classe 2003 si è comunque tolto la soddisfazione di servire l’assist per la prima delle tre reti firmate da Alphadjo Cisse.
A fine gara l’esterno ha espresso tutta la sua soddisfazione per il riscatto personale e di squadra:
Abbiamo giocato veramente bene, penso che lo abbiamo fatto anche in altre partite, ma non siamo stati dei killer, come dice il nostro allenatore. A volte giochiamo bene, ma non segniamo abbastanza gol. Invece stavolta abbiamo mostrato tutta la nostra cattiveria quando siamo entrati in area. A livello personale è stato un bel passo in avanti, una grande performance di cui sono contento e so che devo continuare così.
Interpellato poi sulle sue preferenze di posizione in campo, ha aggiunto con grande disponibilità:
Dipende dalle partite: a volte arrivano palloni più in mezzo, a volte devo stare più largo. Sono più le volte che gioco largo, ma per essere onesti a me basta stare in campo.
Intesa tra giovani e la solidità di Pavlović
Oltre alla prova di Hutchinson, la trasferta austriaca ha confermato l’ottima intesa tra i giovani della rosa, testimoniata dal secondo gol di Cisse nato da un’invenzione di Davide Bartesaghi. Il terzino ha sottolineato il legame dentro e fuori dal campo:
Siamo tanto amici, sono contento di aver fatto assist a lui. Alpha è un ragazzo straordinario e un grande calciatore, io sono tornato a posto fisicamente e in fiducia dopo aver giocato con la nazionale Under 21.
Soddisfazione condivisa anche da Strahinja Pavlović, ex della sfida e da poco blindato dal rinnovo di contratto, che ha tracciato la strada per i prossimi impegni:
Forse questa deve essere la partita modello per come dobbiamo giocare. Abbiamo avuto un po’ di problemi nelle ultime partite davanti alla porta, ma stavolta abbiamo espresso un bel calcio.
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