Milan- Giuseppe Pastore ha analizzato nel dettaglio la brillante vittoria del Milan nel derby contro l’Inter durante un intervento ai microfoni di Cronache di Spogliatoio. Il noto giornalista si è soffermato sulle mosse tattiche di Rúben Amorim ma soprattutto sul profondo cambiamento culturale e societario del club di Via Aldo Rossi, capace finalmente di gestire nel modo migliore la pressione e il proprio legame con la storia.
La gestione dei senatori, la lezione di Kaká e l’evoluzione di Cardinale
Pastore ha evidenziato come la società abbia saputo preparare il terreno alla sfida dopo un momento delicato, affidandosi all’esperienza dei suoi uomini guida:
È stata la grande serata di Amorim che fa cose sempre sorprendenti. Sabato ha giocato con quattro centrali. La cosa che è riuscita al Milan, e anche qui parlo non di Amorim, non di squadra, ma di società, è trovare una cosa che il Milan ha sempre un po’ subito in questi anni, cioè il rapporto con il passato. Il Milan è arrivato a questo derby intanto perdendo una brutta partita a cui però ha reagito internamente mandando a parlare Modric e Maignan, che sono due che parlano poco ma tendenzialmente si fanno ascoltare, il capitano e il fuoriclasse della squadra, quando tante volte imputavamo al Milan di andare a far parlare Gabbia, di Bartesaghi… Invece inizia a preparare quel derby così.
Lo stato d’animo e il confronto con l’Inter
Il Milan ha trovato il modo di sfruttare al contrario la situazione: mentre l’Inter soffre i derby, il Milan sta trovando la comunione col suo pubblico, col suo ambiente. Anche la cerimonia di Kakà, il fatto che poi faccia due gol Moreira, anche le parole di Cardinale che abbiamo criticato tantissimo in questi anni… Tutti quelli che l’hanno incontrato di persona mi hanno raccontato un Cardinale cambiato, più convincente, più coinvolto. Si vede, si vede. E comunque queste cose in un contesto di ambiente caldo pesano. L’Inter era fredda sabato sera, i giocatori stessi erano indifferenti quasi… Il secondo tempo dell’Inter è un secondo tempo di rassegnazione, Maignan non fa una parata. E il Milan invece è sceso in campo con la rabbia della sconfitta, con la rabbia di essere sfavorito, e quindi ha interpretato alla grande questo stato d’animo.
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