Giocano solo i ricchi: doveva essere questo il titolo iniziale del libro scritto da Ivan Zazzaroni con la collaborazione di Marco Garavaglia. Un’affermazione forte, che mette in luce una questione sempre più attuale: quanto è davvero accessibile il calcio in Italia? Cosa hanno in più le realtà straniere rispetto a quelle italiane? E quali sono le ragioni delle difficoltà che continuiamo ad affrontare? Alcune risposte arrivano da Per vincere domani, il libro che analizza le criticità del sistema calcistico italiano e le possibili strade per superarle.
La presentazione al centro sportivo Sesto 2012 ha offerto l’occasione per riflettere sullo stato dei settori giovanili in Italia, a partire dalle scuole calcio, fondamentali per la crescita dei futuri talenti. Tra quote d’iscrizione, kit a pagamento e altre spese, praticare questo sport può diventare sempre più difficile per le famiglie che non dispongono delle risorse economiche necessarie. Un ostacolo che rischia di limitare le opportunità di tanti ragazzi e di lasciare inespressi alcuni talenti.
Un tempo, dopo la scuola, bastava raggiungere un parco o un oratorio per iniziare a giocare a calcio. La strada rappresentava uno spazio di incontro, divertimento e apprendimento, dove bastavano un pallone e pochi amici per sviluppare le proprie abilità. È anche da questi contesti informali che sono emersi alcuni grandi protagonisti dello sport, non soltanto nel calcio, ma anche nel basket. Oggi, invece, il rischio è che l’accesso alla pratica sportiva dipenda sempre più dalle possibilità economiche delle famiglie.
Il paradosso è che, mentre i costi per chi vuole giocare possono aumentare, molti tecnici che lavorano nella formazione dei giovani continuano a essere sottopagati. Un sistema che vuole crescere e valorizzare i propri talenti dovrebbe partire proprio da qui: garantire maggiori opportunità ai ragazzi e riconoscere il valore di chi li accompagna nel loro percorso di crescita.
Nel corso della presentazione è emerso anche il nome di Filippo Galli, storico difensore del Milan, che Zazzaroni ha raccontato di aver proposto per un ruolo nel settore giovanile, senza che l’idea venisse accolta. Un episodio che apre una riflessione sull’importanza delle competenze e delle figure professionali chiamate a costruire il futuro del calcio italiano. Per cambiare davvero il sistema, quindi, è necessario intervenire dalle fondamenta.

