AMORIM – Ruben Amorim ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Red Bull Salisburgo-Milan, seconda giornata della fase campionato di Europa League. Il tecnico rossonero ha affrontato diversi temi, dalle critiche ricevute dopo le ultime prestazioni alle rotazioni in vista della partita, passando per le opportunità concesse ai giovani e il rapporto con Gerry Cardinale.
L’allenatore portoghese ha ribadito la fiducia nel percorso intrapreso, sottolineando i progressi della squadra e confermando che Strahinja Pavlović partirà titolare contro la sua ex formazione. Spazio anche a Francesco Camarda, che potrebbe avere un’occasione importante.
Amorim sulle critiche: “In un top club è normale”
Il tecnico rossonero ha risposto alle domande sulle critiche rivolte al Milan negli ultimi giorni, spiegando come consideri queste reazioni parte del contesto di una grande società.
È normale nei top club, e l’ho capito fin dalla gara contro la Juventus. Io ho un lavoro da fare, il rumore intorno lo lascio alle altre persone. E quando guardo la squadra, stiamo migliorando. Stiamo controllando di più le partite, stiamo pressando di più, stiamo giocando di più con il pallone e ogni volta creiamo più occasioni. In un top club se non vinci è normale questo genere di cose.
Salisburgo-Milan, Pavlović titolare
Amorim si aspetta una partita complicata contro una squadra che conosce bene il proprio ambiente e dispone di giocatori rapidi e tecnici. Il tecnico ha inoltre confermato la presenza dal primo minuto del difensore serbo, che ritroverà la sua ex squadra.
Non ho parlato tanto di questo con Pavlo, gli ho parlato del suo ruolo domani. Domani sarà titolare. È una squadra che ha tanta velocità e qualità. Ci sono giocatori tecnici. È una squadra che è abituata a vincere. Sarà una partita difficile, ma ne ho parlato con i giocatori. Pavlo mi ha parlato dell’ambiente. Giocheremo in un grande stadio e siamo pronti.
Turnover Milan, il piano di Amorim
In vista dei numerosi impegni ravvicinati, il Milan si prepara a effettuare diversi cambi nella formazione iniziale. Amorim ha spiegato che le rotazioni saranno necessarie, precisando che alcuni giocatori sono ancora in dubbio e che le ultime valutazioni verranno effettuate nella mattinata della partita.
Il fatto è che si allenano insieme, giocano insieme. Tutti i giocatori che scenderanno in campo domani hanno già disputato qualche minuto oppure sono stati titolari in alcune partite: sono stati importanti. Abbiamo bisogno di fare un po’ di turnover, faremo un po’ di rotazioni. Abbiamo alcuni giocatori in dubbio per domani, vedremo domattina. E poi, il rischio che mi prenderò riguarda solo me, perché sono l’unico a convivere con i risultati, ma ho un piano chiaro su cosa fare con questa squadra, il piano che voglio per questo club. Quindi nulla cambierà questo aspetto: il rischio è solo mio. I giocatori devono stare tranquilli, devono solo avere ritmo. Devono dare tutto in campo durante la partita, il resto è responsabilità mia. Saremo pronti per la gara di domani.
Camarda, Amorim: “Si è guadagnato il posto”
Tra i temi principali della conferenza c’è anche la possibile presenza dal primo minuto di Francesco Camarda. L’allenatore ha promosso il lavoro svolto dal giovane attaccante durante la preparazione estiva, spiegando l’importanza di dare spazio ai talenti cresciuti nel club.
Nessuno sa nulla di un giocatore se non lo fai giocare: questa è la questione principale. Camarda sta facendo benissimo, si è guadagnato il posto durante la preparazione estiva, ha fatto il suo lavoro e avrà la sua opportunità. Si vede che abbiamo strutturato la rosa in modo da lasciare spazio a questi giovani ragazzi: Cisse sta già giocando, Camarda ha fatto qualche minuto, Comotto in questo momento non sta giocando, ma dobbiamo far giocare questi ragazzi perché a volte ti riservano una sorpresa, visto che fanno parte della rosa e lavorano allenandosi ogni giorno con gli altri giocatori. Quindi devono farsi trovare pronti per le partite, e quello che vedo è che lui è pronto a scendere in campo, è davvero fiducioso e ama giocare per il Milan. Anche questo è molto importante per me, ed è un’opzione in più per domani.
Il rapporto con Cardinale e la dirigenza
Amorim ha risposto anche a una domanda relativa alle presunte critiche di Gerry Cardinale e al rapporto con la proprietà rossonera. Il tecnico ha descritto gli ultimi contatti come normali confronti di lavoro, legati soprattutto alla programmazione futura.
Se ho capito bene la domanda è sul rapporto con Gerry e sulle critiche… Non ho avvertito nulla: solo una conversazione sul futuro, una conversazione sulla preparazione estiva insieme ad alcune persone della dirigenza per scegliere anche il luogo del prossimo ritiro. Quindi è stata una normale giornata di lavoro. Non ho percepito nulla, è stato un giorno come un altro.
Gioco e campioni: la filosofia di Amorim
Nel corso della conferenza, l’allenatore è stato interrogato sul rapporto tra qualità individuale e organizzazione collettiva, anche attraverso un riferimento alla città di Salisburgo e a Mozart. Amorim ha spiegato che, nella sua visione, i due elementi non possono essere separati.
Quello che so, tra gioco e campioni, è che le due cose sono collegate. Puoi avere grandi giocatori, ma se non giocano allo stesso modo, non hai una squadra. Allo stesso tempo, se vuoi fare cose diverse, cose di altissimo livello e avere il possesso palla, ma non hai buoni giocatori, è ugualmente impossibile. Se non hai giocatori veloci, non puoi giocare uno contro uno dietro; se non sei alto, non puoi fare molti gol su calcio piazzato. Quindi penso che tutto sia interconnesso. La cosa bella del calcio è che a volte puoi vincere senza i giocatori migliori, ma puoi anche perdere rovinosamente pur avendo i migliori in rosa. Per questo è difficile nel calcio isolare un singolo elemento o avere una formula certa per vincere: si può vincere in modi diversi. La cosa importante per me è divertirsi, e bisogna dare tutto per la squadra: questo è l’aspetto fondamentale che cerco nei miei giocatori. E poi devono giocare un buon calcio… A me piacciono i giocatori molto forti. Mi piacciono i difensori che pensano come un numero 10, mi piacciono i difensori che sanno osare con il pallone e che sanno marcare l’uomo uno contro uno. Quindi, per risponderti: io non sono Mozart, sono ben lontano da quello. Sono un ragazzo normale che ha principi chiari, a cui piacciono i giocatori molto forti, ma che ama soprattutto i calciatori che danno tutto per la squadra. Questa è la cosa principale.
A chi gli ha ricordato la celebre visione di Arrigo Sacchi, secondo cui l’orchestra viene prima dei singoli interpreti, Amorim ha risposto sottolineando la necessità di avere pazienza nel percorso di crescita.
Sacchi è come Mozart (ride, ndr). Sono tempi diversi: ed è importante spiegarlo ai nostri tifosi. Tempi diversi, momenti diversi, persone diverse… ci vorrà un po’ più di tempo per arrivarci. Oggi però lo sapete meglio di me che tutto deve essere veloce, altrimenti sembra non esserci tempo. Ma per me c’è un piano chiaro: se avremo il tempo, avremo il tempo. Altrimenti si va avanti

