Il Milan esce dalla Supercoppa Italia per colpa sua: approccio sbagliato, scelte di formazione sbagliate e poca voglia di vincere
Napoli-Milan si chiude così, con un 2 a 0 per la squadra di Conte. Spiace dirlo ma il risultato è giusto, al Milan è mancato qualcosa, quella spinta che spesso ha fatto vedere nei big match in campionato mentre questa volta i ragazzi di Allegri non sono riusciti a tirare fuori dal cilindro quei gol dal nulla che fanno la differenza. L’aria di Riad non ha portato bene al Diavolo che perde un’ottima opportunità per arrivare a giocarsi la finale contro Bologna o Inter e si fa scivolare via un altro trofeo dopo la Coppa Italia.
Ma da dove nasce questa sconfitta? Innanzitutto dall’attitudine, il Milan è stato troppo passivo: in altre occasioni il Diavolo ha concesso il possesso all’avversario ma dava sempre la sensazione di poter segnare in ogni momento, non questa volta. In secondo luogo si può parlare di assenze (Leão) e cambi tra i titolari. Ieri Allegri ha voluto sperimentare e dare spazio ad alcuni giocatori che normalmente siedono in panchina, una scelta che non ha pagato. Jashari è partito bene ma col passare dei minuti si è spento sempre di più, Estupinan non ha inciso e la partita di De Winter in difesa è stata disastrosa, non a caso in entrambe le reti azzurre ci sono errori gravi di marcatura da parte del belga su Højlund.
Non sono state solo le riserve, però, a non rendere come avremmo voluto: Rabiot non ha gestito il centrocampo come al solito, Pulisic si è visto pochissimo e lo stesso si può dire di Nkunku.
Tra i veterani e le riserve chiamate in campo dall’inizio, insomma, hanno sbagliato un po’ tutti, compreso Allegri, che non è riuscito a dare una scossa a una squadra troppo attendista, troppo tranquilla per essere in Arabia a giocarsi una semifinale di Supercoppa contro un Napoli, che è anche un avversario diretto nella lotta scudetto.
Tutto questo, va detto, è accaduto contro un Napoli tutt’altro che irresistibile. La squadra di Conte ha fatto la sua parte ma non ha giocato un partitone, non ha dominato in lungo e in largo eppure ha vinto 2 a 0, senza sporcarsi troppo le mani ma soprattutto lo ha fatto nonostante le assenze illustri che da tempo mettono in difficoltà il tecnico barese. Buongiorno e Beukema sono rimasti in panchina, così come Lukaku, inoltre lì in mezzo al campo mancano da un po’ dei pezzi da novanta come Anguissa e De Bruyne.
I presupposti per fare bene c’erano tutti, invece siamo qui a parlare di un’occasione sprecata, buttata via con troppa leggerezza. Sapete cosa sarebbe significato vincere ieri col Napoli? Andare in finale (magari contro i cugini) e giocarsi il trofeo, vincere il secondo match stagionale contro il Napoli dopo il 2 a 1 ottenuto in campionato (una statistica piacevole no?) e costruirsi l’opportunità di tornare in Italia con una bella Supercoppa in più nel palmarès che avrebbe dato ulteriore spinta in ottica lotta Scudetto. In caso di vittoria del torneo il Milan avrebbe perfino raggiunto la Juventus, che di Supercoppe ne ha vinte nove, invece deve leccarsi le ferite dopo una sconfitta amara. Le giornate no capitano a tutti, capita di perdere, ma perdere così brucia perché il Milan non ha lasciato tutte le sue energie sul campo, non ha perso perché il Napoli si è dimostrato superiore, invece ha perso perché non è scesa in campo con la giusta mentalità ed è questo che delude il tifoso rossonero.
ant’è, il Napoli vince e va in finale, il Milan invece torna in Italia e deve rialzare la testa in fretta e potrà farlo tra meno di dieci giorni, quando a San Siro arriverà il Verona. La squadra di Paolo Zanetti arriva da due belle vittorie contro Atalanta e Fiorentina, ma il Milan non può guardare in faccia a nessuno ne tanto meno mettersi a fare calcoli. Il 28 dicembre col Verona l’unica opzione possibile per il Diavolo è la conquista dei tre punti per rilanciarsi subito, chiudere l’anno in bellezza e continuare l’entusiasmante lotta Scudetto.
Milan, approccio sbagliato e scelte di formazione penalizzanti

