Milan-Bologna di Coppa Italia, l’analisi dell’avversario in vista della finale. Tuttavia, rispetto alla sfida della 36ª giornata di Serie A, l’unico elemento in comune saranno le due squadre. Cambieranno lo scenario – lo Stadio Olimpico di Roma – e, soprattutto, il contesto, dato che si tratterà della Finale di Coppa Italia. Un percorso che ha visto il Milan eliminare Sassuolo, Roma e Inter per raggiungere la Capitale, mentre il Bologna ha superato Monza, Atalanta ed Empoli. In palio ci sarà un trofeo che manca da troppo tempo nella storia di entrambe le squadre. 22 anni per i rossoneri, che non hanno più disputato una finale dal 2018. Addirittura 51 anni per i rossoblù, assenti dall’atto conclusivo dal trionfo del 1974, sempre a Roma, contro il Palermo.

In palio nei 90 minuti (più eventuali supplementari e rigori) non ci sarà solo il prestigioso trofeo. Anche un posto garantito nella prossima edizione dell’Europa League. Un obiettivo che, al momento, il campionato nega. Sia alla squadra di Conceição che a quella di Italiano, entrambe appena fuori dai piazzamenti utili per l’accesso diretto alle competizioni europee. Non è la prima volta che Milan e Bologna si incrociano in Coppa Italia. I due club si sono sfidati già 14 volte, l’ultima nella stagione 1995/96. Ma mai, finora, era accaduto che si trovassero di fronte in una finale. Un evento storico per due tra le società più gloriose del nostro calcio.
Milan-Bologna di Coppa Italia, la quadra emiliana
Per descrivere il Bologna, è impossibile non fare riferimento all’ultima partita di campionato, che ha segnato una netta differenza rispetto al primo incontro di Serie A disputato a febbraio. Al Dall’Ara, i felsinei ribaltarono il vantaggio iniziale del Milan, mentre a San Siro è stata la squadra di Conceição a imporsi nel secondo tempo, rimontando l’1-0 segnato da Orsolini. Non stupisce, quindi, che all’Olimpico si troveranno di fronte due formazioni capaci di accumulare numerosi punti partendo da situazioni di svantaggio in questa stagione. Milan e Bologna hanno dimostrato una notevole resilienza, rimanendo competitivi anche nei momenti più complicati, pur seguendo strategie differenti.
Un aspetto che accomuna le due squadre è il predominio felsineo nel possesso palla durante i primi tempi, un dominio che tende poi a riequilibrarsi nella ripresa. Tuttavia, emerge una differenza significativa nel posizionamento tattico: il Bologna di Italiano mantiene un baricentro molto alto (52,6 metri al Dall’Ara e 54,5 a San Siro), mentre il Milan, con l’introduzione della difesa a tre, ha abbassato sensibilmente il proprio assetto (passando da 50,5 metri a febbraio a 40,5 nell’ultima sfida). Questo cambiamento ha avuto un impatto evidente sulle verticalizzazioni: il Bologna ha effettuato 22 passaggi in meno in verticale, trovando maggiori difficoltà nel superare la struttura difensiva dei rossoneri.
Milan-Bologna, di Coppa Italia, un trofeo da vincere
Il Milan ha migliorato la fase difensiva contro un Bologna dall’anima offensiva, mantenendo un atteggiamento basso nel recupero palla e aumentando i recuperi positivi in area. La stagione 2024/25 ha visto le due squadre giocare complessivamente 100 partite, segnando una lunga annata. Entrambe hanno iniziato lentamente (il Bologna con una sola vittoria nelle prime 10 gare) ma sono cresciute in inverno. Il Milan arriva più in forma (12 punti in 5 partite contro i 5 del Bologna). Per la Finale, il Bologna recupera tre pedine chiave: Dan Ndoye, autore di 8 gol in campionato, incluso uno contro il Milan; il difensore Holm e l’attaccante Odgaard, utili anche a gara in corso. Il pericolo maggiore resta Orsolini, autore di tre delle ultime cinque reti dei rossoblù, in grande forma nonostante non abbia mai battuto il Milan. Per il ruolo di punta centrale, Italiano può scegliere tra Santiago Castro, protagonista della stagione, e Thijs Dallinga, decisivo in Semifinale con tre gol contro l’Empoli. Tra le certezze del Bologna ci sono Skorupski in porta, la coppia Lucumí-Beukema in difesa, Miranda a sinistra e la mediana Freuler-Ferguson (con Aebischer alternativa). Il modulo 4-2-3-1 richiederà il contributo di tutti, titolari e subentrati. Il Milan ha più esperienza, ma il Bologna, con i suoi nazionali e l’avventura in Champions League, è un avversario temibile.
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