Uno dei calciatori del Milan il cui rendimento è severamente peggiorato è Christian Pulisic. Ecco quali potrebbero esserne le cause.
A fine dicembre 2025, Christian Pulisic sembrava un uomo in missione. Gol, giocate d’alta scuola e una leadership tecnica che aveva trascinato il Milan ai vertici della classifica. Poi, il buio. Da quel gol segnato nell’ultima gara dell’anno vinta in casa contro il Verona, l’americano è entrato in un tunnel lungo 16 partite senza trovare la via della rete con la maglia rossonera. Un digiuno che dura ormai da quattro mesi e che fotografa perfettamente la crisi d’identità soprattutto offensiva della squadra di Massimiliano Allegri.
Eguagliato il digiuno più lungo con la maglia del Chelsea
Pulisic stesso ha evocato la metafora della bottiglia di ketchup: premi, scuoti, ma non esce nulla, finché all’improvviso tutto scorre di colpo. Ma nel 2026 del Milan, il tappo sembra sigillato. Con zero gol tra club e nazionale nell’anno solare, l’americano ha eguagliato la sua peggior striscia negativa in carriera risalente all’annata 2022-23 con il Chelsea.
“So che prima o poi un pallone mi colpirà il ginocchio e finirà in porta“, ha dichiarato con un misto di speranza e rassegnazione durante l’ultimo ritiro con gli USA. Ma, più che sfortuna, l’elemento forse più influente sul suo scarso rendimento è riscontrabile nell’assetto tattico del Milan.
Un ruolo “sacrificale” nell’attacco senza punte
Il problema non è solo la forma fisica, ma la collocazione di Pulisic in campo. Con un parco attaccanti che stenta (Fullkrug fermo a un solo centro, Gimenez ancora a secco dal suo rientro), Allegri ha dovuto concentrarsi sull’equilibrio difensivo piuttosto che sulla fantasia.
Pulisic si trova spesso a giocare come seconda punta o addirittura come esterno a tutta fascia in un sistema che gli chiede duelli fisici contro i centrali avversari, un compito che non appartiene al suo DNA. Senza un centravanti boa che apra spazi, lui e Rafael Leão finiscono per pestarsi i piedi o per ritrovarsi troppo lontani dalla porta.
“Christian è un ragazzo sensibile”, ha ammesso Allegri a DAZN, “soffre l’assenza di un centravanti vero e la fatica nei duelli fisici”.
In questo Milan “militarizzato” che ha subito solo 27 gol, l’attacco è diventato il grande sacrificato sull’altare della solidità.
L’ombra del Mondiale: Risparmio di energie o crisi vera?
C’è poi un sospetto che serpeggia tra i tifosi e gli addetti ai lavori: la testa di Pulisic è già a giugno 2026. Con il Mondiale da giocare in casa, negli Stati Uniti, la pressione sul capitano degli USA è ai massimi storici.
in Nazionale il CT Pochettino può schierarlo come trequartista puro, libero di svariare dietro punte vere come Balogun o Pepi. Lì, Pulisic torna a essere il creatore di gioco che può permettersi anche di non segnare, purché ispiri la manovra.
Il dubbio è lecito: Pulisic sta inconsciamente “staccando la spina” per evitare infortuni e presentarsi al top della forma per l’evento della vita? Le sue parole — “Meglio ora che in estate” — riferite al periodo di magra, suonano quasi come una confessione involontaria.
La strada verso la fine della stagione
Il Milan è scivolato al terzo posto, vittima di un attacco che ha segnato un solo gol nelle ultime quattro partite. La soluzione sembra ovvia — tornare a un modulo che preveda un riferimento offensivo centrale — ma, non avendolo a disposizione, Allegri cerca di sopperire a questa assenza come meglio ritiene.
Per Pulisic restano quattro gare per scacciare i fantasmi e dimostrare che il “Capitan America” visto a inizio stagione non è svanito nel nulla. Prima di pensare al sogno mondiale, c’è un importante finale di stagione da onorare, poi con l’eventuale arrivo di un vero centravanti anche le sue prospettive cambierebbero certamente in meglio.
Milan, Il calo di Pulisic e l’equivoco tattico che ostacola i rossoneri
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