Milan- L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport analizza senza sconti il pesante K.O. subito ieri sera a San Siro contro il Ferencvaros, titolando: “Bocciato il turnover. Da Bartesaghi a Jashari: il Diavolo 2 non funziona”. Ancora una volta, i giocatori finora impiegati con meno continuità non sono riusciti a lasciare il segno, anche se va sottolineato come la situazione non sia cambiata radicalmente neppure dopo l’ingresso sul terreno di gioco di diversi titolarissimi. Senza i suoi uomini chiave la formazione rossonera fatica enormemente, a testimonianza di come l’organico attuale necessiti di rinforzi nel mercato di gennaio per poter affrontare con garanzie il doppio impegno tra Serie A ed Europa League.
Le lacune della rosa e l’analisi dell’allenatore nel post-partita
C’è l’evidenza dei numeri e del campo a mettere a nudo i limiti strutturali dell’organico a disposizione di Rúben Amorim. L’esperimento delle seconde linee ha fallito l’esame di maturità, confermando come la distanza tra i primi undici e le alternative sia ancora troppo marcata per garantire continuità di risultati ad alti livelli.
Sulle colonne del quotidiano la presa di posizione del tecnico portoghese, che respinge la tesi del turnover come unico alibi per il tonfo casalingo:
Non si tratta della formazione titolare, ma di essere pronti mentalmente a lottare su ogni pallone e nei piccoli dettagli. Oggi, specialmente nel primo tempo, non ci sono spiegazioni né scuse per difendere la nostra prestazione. Devo gestire i minuti per evitare infortuni, ma non voglio parlare dell’undici iniziale: la verità è che non riusciamo a mantenere lo stesso livello a distanza di tre giorni, ed è su questo che dobbiamo lavorare.
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