Milan, vigilia di raduno: l’analisi profonda dei 26 convocati
Domani scatta ufficialmente l’era Rúben Amorim a Milanello: ecco la radiografia del gruppo, tra volti nuovi, senatori in bilico e ragazzi terribili.
L’attesa è finita. Domani, lunedì 13 luglio, i cancelli di Milanello si apriranno ufficialmente per dare il via alla stagione 2026/27 del Milan. Sarà il “Giorno Uno” di Rúben Amorim, l’uomo scelto dalla dirigenza e da Gerry Cardinale per avviare una rivoluzione tecnica radicale, fondata sui principi tattici del 3-4-2-1 e su una rigorosa cultura del lavoro. Il club rossonero ha diramato la lista dei 26 convocati che si presenteranno domani al centro sportivo di Carnago. Una lista priva dei big ancora impegnati nelle fasi finali del Mondiale, ma estremamente indicativa di ciò che sarà il Milan nelle prossime settimane: un mix strategico tra volti nuovi, senatori chiamati a compiere una scelta di vita e un blocco di giovani pronti a sparigliare le gerarchie.
Preparare un ritiro con mezza rosa a disposizione è una sfida complessa, ma per Amorim rappresenta l’opportunità perfetta. Il tecnico portoghese potrà studiare da vicino la seconda linea rossonera, valutando chi ha le caratteristiche per integrarsi nel nuovo sistema e chi, invece, dovrà fare le valigie prima della fine del calciomercato. Andiamo ad analizzare nel dettaglio i macro-gruppi che compongono questo elenco di 26 nomi, capendo cosa dobbiamo aspettarci fin dalle prime ore di lavoro sul campo.
Il centrocampo sarà il vero epicentro della rivoluzione. Le decisioni più pesanti arrivano sul fronte delle uscite: Ruben Loftus-Cheek e Youssouf Fofana sono ufficialmente fuori dal progetto tecnico e destinati alla cessione immediata, non essendo ritenuti idonei per dinamismo e caratteristiche al binario di centrocampo a due.
Stesso destino per Warren Bondo e Filippo Terracciano, considerati esuberi da piazzare per sfoltire i ranghi. Al contrario, Amorim ha alzato un muro invalicabile per due senatori: Adrien Rabiot e Luka Modrić sono i professori che il mister vuole a tutti i costi per garantire qualità, intelligenza geometrica ed esperienza internazionale. Per loro il rinnovo e la permanenza sono priorità assolute della società.
I volti nuovi e i pilastri della retroguardia a tre
Gli occhi di tutti i tifosi e degli addetti ai lavori saranno inevitabilmente puntati su Mario Gila. Sono loro i primi veri regali della società per il nuovo allenatore. Lo spagnolo ex Lazio viene da settimane di studio intensivo sui video: Amorim lo considera il braccetto destro ideale per la sua linea a tre, grazie a una notevole pulizia in fase di possesso e alla capacità di rompere la linea correndo in avanti. Ricci, dal canto suo, potrà giocarsi le sue carte nella cabina di regia. In un centrocampo a due che richiede geometrie veloci e intelligenza posizionale, il classe 2001 è l’elemento ideale da testare subito.
Accanto a loro, la difesa strutturata per la linea alta e aggressiva vede tre elementi di assoluto spessore come Strahinja Pavlović, Fikayo Tomori (in uscita ma comunque valutato da Amorim) e Matteo Gabbia. Questo terzetto, insieme a Gila, costituisce la base su cui Amorim inizierà a spiegare i movimenti della salida de balón. Tra i pali, l’esperienza di Pietro Terracciano e la freschezza di Lorenzo Torriani garantiranno la copertura in attesa del rientro di Mike Maignan.
Le rotazioni in mediana e i laboratori sulle corsie esterne
Con Ardon Jashari costretto a saltare la prima fase del ritiro poiché ancora impegnato a smaltire le fatiche del Mondiale con la sua Svizzera, i fari della prima settimana saranno totalmente puntati su Samuele Ricci. L’ex Torino non parte con il posto fisso garantito: Amorim intende valutarlo sul campo con meticolosa attenzione per capire se possiede la rapidità di pensiero necessaria per reggere le transizioni del modulo a due. Sulle corsie esterne, invece, si assisterà a due veri e propri esperimenti tattici ad alta intensità.
Il primo riguarda Alexis Saelemaekers. Il belga, rientrato alla base, verrà immediatamente spostato sulla fascia sinistra nel ruolo di carrilero a tutta fascia, una mossa che potrebbe rigenerarlo sfruttandone la disciplina tattica in ripiegamento. Sulla destra, la grande curiosità è legata ad Athekame: il giovane esterno, autore di una bellissima sorpresa nella scorsa stagione per continuità e freschezza, sarà studiato da vicino dal tecnico lusitano, che ne intravede doti fisiche ideali per il calcio verticale.
Grande attenzione anche per Davide Bartesaghi: il classe 2005 ha le caratteristiche giuste per essere definitivamente abbassato nel ruolo di braccetto sinistro nella difesa a tre, una metamorfosi che libererebbe la sua pulizia di calcio fin dalla prima impostazione.
La fame di Nkunku e l’esplosività di Chukwueze tra le linee
Dietro l’unica punta (in attesa dello sbarco formale di Gonçalo Ramos), il modulo di Amorim prevede due trequartisti interni, o mezzepunte, che galleggiano nella cosiddetta “zona morta” tra le linee avversarie. In questo specifico settore, Christopher Nkunku e Samuel Chukwueze hanno davanti a sé una prateria di occasioni. Il francese, escluso a sorpresa dalle convocazioni per il Mondiale, si presenta a Milanello con una rabbia agonistica feroce da canalizzare sul rettangolo verde. Amorim lo vede come il perfetto collante offensivo, un elemento libero di svariare, creare superiorità e inventare nello stretto.
Chukwueze, dal canto suo, parte con i galloni di un’ala destra invertita già promossa pubblicamente dal mister prima ancora del raduno: il suo dribbling secco e la sua capacità di spaccare in due le difese saranno le armi principali per scardinare i blocchi bassi della Serie A. Più avanzato si muoverà invece Francesco Camarda. Il bomber classe 2008, aggregato fin dal primo giorno alla prima squadra, vivrà un ritiro da osservato speciale: Amorim vuole testarne l’impatto fisico contro difensori strutturati per capire se il ragazzo sia già spendibile come alternativa reale nelle rotazioni stagionali.
Con Gonçalo Ramos atteso a Milanello tra qualche giorno, si apre un’emergenza immediata per il ruolo di vice-centravanti. Per questo motivo, Francesco Camarda e il giovane montenegrino Andrej Kostić saranno valutati attentamente da Amorim come alternative reali nel ruolo di prima punta.
Il bomber italiano classe 2008 vivrà un ritiro da aggregato speciale: il tecnico vuole testarne l’impatto fisico contro difensori strutturati per capire se sia già spendibile in prima squadra. Kostić, dal canto suo, proverà a sfruttare la sua fisicità imponente per scalare le gerarchie.
La banda dei ragazzi terribili: la linea verde di Moncada
A completare i 26 convocati c’è il nutrito gruppo di ragazzi terribili provenienti dal settore giovanile e dagli scout di Geoffrey Moncada. Alphadjo Cissé, Christian Comotto, Aurelien Guernier, Yahya Idrissi e il giovanissimo portiere Léo-Paul Bouyer non saliranno a Carnago per fare numero. A loro si aggiungono profili futuribili e fisici come Karaca, Odogu e Ossola.
Ognuno di loro porta a Milanello caratteristiche specifiche e spendibili: la fisicità di Kostić in mezzo al traffico, la rapidità di Karaca nello stretto e la freschezza nei recuperi difensivi. Per Rúben Amorim la carta d’identità non ha alcun valore strategico, conta soltanto la funzionalità al progetto di gioco. Chi saprà stupire lo staff portoghese in queste tre settimane di puro carico atletico senza i nazionali, si conquisterà sul campo un biglietto di sola andata per la prestigiosa tournée estiva in Australia e Indonesia.
Milan, vigilia di raduno: l’analisi profonda dei 26 convocati
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