Dopo il match, Tijjani Reijnders ha parlato ai microfoni di Sky, analizzando la sconfitta e sottolineando gli aspetti su cui la squadra deve migliorare per centrare la qualificazione.
Cosa non è andato? Reijnders risponde
“Credo che avrei dovuto tirare meno precipitosamente. Abbiamo concesso dei contropiedi e sapevamo che erano pericolosi lì. Alla fine la nostra aggressività non è stata sufficiente.”
Reijnders riconosce alcuni errori individuali e collettivi che hanno penalizzato il Milan. L’olandese si sofferma sulla gestione delle ripartenze avversarie, punto di forza del Feyenoord, che i rossoneri non sono riusciti a limitare. Inoltre, l’atteggiamento troppo timido nei contrasti e nei duelli ha reso ancora più difficile la partita, permettendo agli olandesi di prendere il sopravvento.
Il modulo con quattro attaccanti ha inciso sulla sconfitta?
“Non penso che il problema sia stato quello del numero degli attaccanti, tutti vogliono lavorare e lottare per la squadra. Credo che non ci sia stata abbastanza aggressività e dobbiamo cambiare questo la prossima partita.”
Secondo Reijnders, il modulo non è stato la causa principale della sconfitta. Piuttosto, è mancata la giusta intensità e determinazione nel pressing e nei duelli individuali. L’olandese difende l’impegno della squadra, ma sottolinea come, a prescindere dall’assetto tattico, serva un atteggiamento più combattivo per competere in Champions League.
Ti trovi bene nei due a centrocampo?
“Sì certo, ora devo controllare più il gioco a centrocampo ma ho comunque la libertà di andare ad attaccare. Potevo farlo di più questa sera. Devo riguardare la mia partita e vedere cosa posso fare meglio.”
Il centrocampista olandese si sente a suo agio nella posizione che gli ha assegnato Pioli, ma ammette di dover gestire meglio la doppia fase. Reijnders riconosce di non aver sfruttato appieno le sue possibilità offensive e vuole rivedere la propria prestazione per migliorare in vista del ritorno.
Il mercato ha portato personalità alla squadra?
“Sì, ma non è un problema: i ragazzi nuovi hanno desiderio di lottare per la squadra e hanno tante qualità. Oggi non le abbiamo mostrate come squadra queste qualità.”
L’olandese difende i nuovi acquisti, sottolineando come il valore della rosa non sia in discussione. Il vero problema, secondo lui, è stato l’atteggiamento collettivo, che non ha permesso al Milan di esprimere al meglio il proprio potenziale. Il ritorno a San Siro sarà un banco di prova importante per dimostrare che la squadra ha la qualità e la mentalità necessarie per ribaltare il risultato.
I rossoneri hanno ancora una chance per qualificarsi, ma servirà una prestazione completamente diversa rispetto a quella vista a Rotterdam.
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