Amorim a Sky: “Orgoglioso! Scudetto? Serve tempo”
Milan-Inter 3-1, Amorim a Sky: “Orgoglioso da morire! Reazione enorme dopo Bologna. Scudetto? Serve tempo, la gente non è stupida”
Una notte da leggenda che spazza via in un solo colpo l’amarezza per il ko infrasettimanale di Bologna e rilancia con forza inaudita il progetto rossonero. Nel suo primissimo Derby della Madonnina in carriera, Rúben Amorim stritola l’Inter per 3-1 a San Siro, regalandosi una vittoria d’autore costruita con intelligenza tattica, aggressività ferocissima sulle catene esterne ed una maturità difensiva da stropicciarsi gli occhi.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 nel post-partita, il tecnico portoghese ha celebrato la risorsa morale dei suoi ragazzi, spiegato nei minimi dettagli le sue intuizioni tattiche in difesa (con Mario Gila braccetto di destra e Koni De Winter al centro del reparto insieme a Strahinja Pavlović) e tracciato con disarmante onestà la rotta del club nel dialogo a distanza con Gerry Cardinale sul tema Scudetto.
🎙️ Le dichiarazioni complete di Rúben Amorim a Sky Sport 24
È la vittoria più importante di questo inizio di stagione?
“È una vittoria immensa! L’ambiente e l’atmosfera a San Siro sono stati fantastici, si capisce benissimo cosa significa una serata del genere, soprattutto dopo un mercoledì così difficile a Bologna.
È chiaro che, ancora di più dopo quella sconfitta, volevamo festeggiare e riscattarci. Sono davvero orgoglioso per quello che hanno fatto i miei giocatori: con così poco riposo tra le partite e dopo la mazzata di Bologna, hanno lottato come leoni per tutti i 90 minuti. Sono orgogliosissimo.”
Una squadra quasi perfetta stasera: ha qualcosa da rimproverare? In panchina sembrava molto più calmo del solito…
“Cerco sempre di leggere e interpretare quello che mi trasmette la squadra in campo: sin dal primissimo minuto ho avuto la netta sensazione che fossimo pronti a essere ferocemente competitivi.
La squadra è sempre stata concentrata, calma nei momenti chiave, e quindi da bordo campo ho avvertito una fiducia totale.”
Il Milan con Modrić, Rabiot e Pulišić in campo è davvero un altro Milan?
“Non è solo una questione di quei tre giocatori fantastici, penso che sia tutto l’ambiente e la concentrazione collettiva. Mi piace il modo in cui tutti si esprimono sul terreno di gioco.
Stasera, per esempio, vorrei spendere parole di lode per Pavlović e De Winter: hanno giocato partite durissime una dietro l’altra e stasera sono scesi in campo con una cattiveria spaventosa contro una squadra fortissima in area di rigore. Ma penso anche a Rabiot, Pulišić, Moreira… tutti hanno fatto benissimo. Tutti insieme siamo stati, devo dire, una squadra decisamente migliore.”
Perché la scelta di spostare Gila a destra con De Winter centrale?
“Guardando anche le metriche dell’Inter, non sapevamo se avrebbe giocato Dimarco dal 1′. Loro crossano tantissimo dalle fasce e portano molti uomini a fare densità nei 16 metri: per difendere sui cross spioventi penso che Pavlović e De Winter siano i nostri migliori interpreti.
L’idea era questa: abbinare le caratteristiche giuste dei nostri difensori rispetto alle qualità dei loro attaccanti. Tutti i nostri centrali devono essere pronti a ricoprire ruoli leggermente diversi nella linea a tre.”
Come avete fatto a non concedere praticamente nulla all’Inter nella ripresa?
“Penso che le nostre linee fossero estremamente vicine: si è visto per tutta la partita, sia quando pressavamo alti sia quando ci abbassavamo in blocco medio-basso. Distanze corte significa correre meglio, faticare meno ed essere sempre più freschi con la palla tra i piedi.
Siamo stati incredibilmente aggressivi sulle loro catene esterne, intercettando una quantità industriale di cross prima ancora che partissero dal fondo: contro l’Inter questo è un lavoro difficilissimo, ma i ragazzi sono stati perfetti.”
Lo Scudetto è un obiettivo possibile già in questa stagione?
“Quello che ha dichiarato Cardinale è condivisibile: l’obiettivo finale del Milan deve sempre essere lo Scudetto, ma è vitale vincere serate come questa per far capire alla gente che le cose non cambiano magicamente in un mese, due mesi o un anno.
Dobbiamo affrontare un percorso strutturato: non puoi semplicemente prendere un nuovo allenatore, rivoluzionare tutti i calciatori e pensare di essere perfetti. Serve tempo, lavoro e pazienza. Poi servono notti magiche come questa, così come serve passare attraverso le difficoltà dolorose di Bologna.
Voglio dire che la situazione non cambierà dall’oggi al domani, è impossibile nel calcio reale. Lo Scudetto è possibile? Non so dire quando accadrà, ma dobbiamo essere estremamente onesti con i nostri tifosi: la gente non è stupida, capisce perfettamente il momento di crescita e di trasformazione in cui si trova questo club.”
📐 L’Analisi: Il Capolavoro Tattico e Culturale di Amorim
- La Gabbia sulle Catene Esterne dell’Inter: Intercettare i cross dei quinti nerazzurri prima ancora che la palla staccasse dal piede era il vero piano partita di Amorim. Con Gila a presidiare il braccetto di destra su Marcus Thuram/Lautaro e la coppia De Winter-Pavlović a svettare sui traversoni spioventi, il 3-4-2-1 rossonero ha prosciugato le fonti primarie di gioco di Inzaghi.
- Reazione da Grande Squadra: Cadere a Bologna in mezzo a mille rotazioni poteva spezzare le gambe a un gruppo giovane. La risposta di San Siro dimostra che la mentalità instillata dal tecnico portoghese ha radici profonde. Le linee corte (strette in meno di 30 metri) hanno consentito a Modrić e Rabiot di dominare la mediana senza finire in affanno atletico.
- La Cultura del Lavoro (Oltre i Proclami): Le parole di Amorim sullo Scudetto sono un capolavoro di leadership. Niente fumo negli occhi ai tifosi, niente alibi, ma la consapevolezza che i grandi cicli si costruiscono attraverso notti di sofferenza ed estasi come questo 3-2. Con Gerry Cardinale in tribuna per tutta la settimana a Milano, la sensazione è che le fondamenta del nuovo Milan siano d’acciaio.
Amorim a Sky: “Orgoglioso! Scudetto? Serve tempo”
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