Musah a Sky: “Standing ovation? Calcio ha memoria corta”
Milan-Inter 3-1, Musah a Sky: “La notte più bella dell’anno! Standing ovation? Il calcio ha memoria corta, al Milan la quota è altissima”
Una prestazione di dinamismo feroce, applicazione tattica irreprensibile ed una comunione d’intenti totale con San Siro. Nel 3-1 con cui il Milan ha stritolato l’Inter nel Derby della Madonnina, tra i protagonisti più acclamati e sorprendenti del 3-4-2-1 disegnato da Rúben Amorim c’è senza ombra di dubbio Yunus Musah.
Accolto al momento del cambio da una standing ovation scrosciante dell’intero stadio, lo statunitense classe 2002 ha dato una lezione di umiltà, sostanza e maturità. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 nel post-partita, Musah ha raccontato le emozioni della stracittadina, la reazione immediata dopo il passo falso di Bologna ed il retroscena tattico sullo schema da fermo che ha portato al gol di Adrien Rabiot.
🎙️ Le dichiarazioni complete di Yunus Musah a Sky Sport 24
È la notte più bella dell’anno per te e per la squadra?
*”Sì, fino ad ora è stata sicuramente la notte più bella e magica dell’anno.
Sappiamo benissimo cosa significano i derby a Milano e quando si vincono, specialmente giocando in casa nostra a San Siro, l’atmosfera dello stadio è incredibile ed i nostri tifosi sono semplicemente eccezionali.*
Impariamo lezioni da ogni singola partita: abbiamo imparato tantissimo dalla sconfitta di Bologna e stasera siamo scesi in campo pronti a non commettere gli stessi errori andando avanti.”
Oggi sei uscito tra gli applausi con una standing ovation di tutto lo stadio: si è ribaltata la tua situazione al Milan?
“Sono davvero felice della situazione che sto vivendo in questo momento, però so bene che il calcio ha una memoria brevissima e devo continuare su questi livelli fino alla fine della stagione.
Sennò so benissimo che le cose possono cambiare di nuovo da un momento all’altro: qui sei al Milan e devi giocare bene ogni singola partita, perché c’è sempre qualcuno di fortissimo pronto a prendere il tuo posto se abbassi la guardia.”
Sul gol di Rabiot nata da corner: l’avete provata in allenamento? Il pallone era un cross o un tiro in porta?
“Era un calcio d’angolo schematizzato che abbiamo preparato nei dettagli in settimana: sapevamo perfettamente che la difesa dell’Inter non avrebbe seguito il movimento a rimorchio di Adrien.
Per me lui voleva mettere la palla in quella zona pericolosa per creare scompiglio e sperare che ci fosse qualcuno pronto alla deviazione. Però no, sinceramente non penso che abbia voluto tirare direttamente in porta!” (ride, ndr).
📐 L’Analisi: La Metamorfosi di Musah nel 3-4-2-1 di Amorim
- La Cultura del Lavoro e della Concorrenza: Le parole di Musah sul “calcio dalla memoria corta” riflettono la mentalità di altissimo profilo instillata da Rúben Amorim a Milanello. Sapere che in una grande squadra la concorrenza è quotidiana impedisce qualsiasi rilassamento, trasformando giocatori spesso criticati in passato in guerrieri pronti a mordere le caviglie avversarie nel Derby.
- Lo Schema Preparato al Millimetro: Il retroscena svelato dal centrocampista americano sulla rete di Rabiot dimostra la preparazione maniacale delle palle inattive svolta dallo staff tecnico. Sfruttare la pigrizia delle marcature a zona dell’Inter per isolare il francese nell’area di rigore è stato uno dei grimaldelli tattici decisivi per spaccare la stracittadina.
- L’Abbraccio di San Siro: La standing ovation riservata a Musah al momento dell’uscita dal campo è la vittoria personale di un ragazzo che non ha mai protestato quando è rimasto in panchina e che si è fatto trovare tirato a lucido quando Amorim ha alzato la pressione dei ritmi in mediana. Un’altra risorsa fondamentale ritrovata per il prosieguo della stagione.
Musah a Sky: “Standing ovation? Calcio ha memoria corta”
LEGGI ANCHE: Amorim a DAZN: “Atmosfera mai vissuta! E su Top Gun…”

