Milan- La notte di Europa League al Vitality Stadium contro il Bournemouth ha regalato più d’un grattacapo a Rúben Amorim, costretto a fare i conti con l’infermeria piena e le squalifiche. Tra le note tattiche più interessanti della serata c’è stato senza dubbio l’impiego di Alphadjo Cisse nell’inedita posizione di centravanti. Il giovane talento rossonero, abituato ad agire sulla trequarti o largo sulla fascia, si è trovato a guidare l’attacco del Milan.
Valutare la prova del classe 2006 sarebbe ingiusto. L’immediato svantaggio su rigore e, soprattutto, il cartellino rosso a Mike Maignan dopo meno di mezz’ora hanno trasformato la gara in una trincea difensiva, isolando completamente la punta.
Servire risposte immediate in una notte da incubo era un compito quasi impossibile per Cisse. Schierato da prima punta per far fronte all’assenza dell’infortunato Gonçalo Ramos, il giovane si è sacrificato nei duelli fisici con i centrali inglesi, ma l’inferiorità numerica ha costretto la squadra a ritirarsi nella propria metà campo, cancellando ogni trama offensiva.
Il segnale per la dirigenza
L’adattamento di Cisse ha evidenziato in maniera evidente il limite numerico e strutturale del reparto avanzato di Amorim. Con Ramos ai box e un calendario fittissimo tra Serie A ed Europa League, la coperta appare decisamente corta: la sessione invernale di calciomercato diventa così uno snodo fondamentale per regalare al tecnico un vero centravanti di ruolo da inserire in rosa come alternativa affidabile.
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