Milan- Nel post-partita dell’amaro 3-0 subito a Bournemouth nella League Phase di Europa League, Ardon Jashari si è presentato ai microfoni di CBS Sports Golazo per commentare la prestazione del Milan. Il centrocampista rossonero ha analizzato con grande lucidità i momenti chiave che hanno indirizzato la sfida, dai due rigori concessi fino all’espulsione di Maignan che ha irrimediabilmente compromesso il match.
Nonostante il buon atteggiamento mostrato nel secondo tempo in dieci uomini, lo svizzero ha sottolineato come la sola grinta non sia sufficiente a questi livelli, richiamando la squadra alla necessità di fare un salto di qualità sul piano della personalità e della proposta di gioco anche nelle serate più storte.
Le dichiarazioni di Ardon Jashari
Sull’episodio del primo rigore e la svolta negativa del match
Sì, è stata una partita durissima, decisa da tre gol su palla inattiva. I primi due episodi sono stati molto sfortunati, soprattutto il primo, perché eravamo tutti sorpresi e persino gli avversari credo non si aspettassero quel rigore.
Sull’espulsione di Maignan e le difficoltà in dieci uomini
E poi, subito dopo, la situazione è precipitata rapidamente con il cartellino rosso. Ovviamente, trovarsi sotto di due gol e con un uomo in meno ha reso tutto maledettamente complicato.
Sullo spirito di squadra e l’approccio richiesto in Europa
Però dobbiamo analizzare cosa possiamo migliorare fin dal primo secondo in partite di questo livello, perché credo che in sfide del genere lo spirito di lotta conti persino più delle qualità tecniche.
Sull’insegnamento da trarre e l’analisi della ripresa
Credo che da serate come questa, e in particolare da quella di stasera, dobbiamo portarci via l’esperienza e capire cosa richiedono partite così intense. Tutti noi che siamo scesi in campo abbiamo toccato con mano quanto sia difficile.
Sulla necessità di proporre il proprio gioco nelle difficoltà
È vero che il secondo tempo è stato decisamente migliore, ma non basta. Non si tratta solo di lottare: bisogna anche riuscire a proporre il nostro gioco e le nostre idee anche quando le circostanze si fanno avverse. Stasera non era chiaramente la nostra serata, e con l’inferiorità numerica le cose si sono fatte insormontabili.
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